Elogio alla Mediocrità

Elogio alla Mediocrità

2 Febbraio 2021 0 Di fcentorrino

Facendo un salto su Linkedin ci si imbatte in professionalità di eccellenza, con elevatissimi livelli di problem solving, multitasking, capacità linguistiche e tecniche complicatissime, per non parlare di tantissime altre soft skills che solo a leggerle si ha la pelle d’oca.

Il post che andrete a leggere potreste intitolarlo “Elogio alla Mediocrità“, con la M maiuscola e scritto in grassetto. Ma già il solo pensare che queste che seguono siano gli sfoghi di un non-vincente, fa di voi stessi dei non-vincenti. Dei Mediocri con la M maiuscola, scritta in grassetto.

Problem solving

Per quanto mi riguarda non si direbbe che sono un problem solver nel senso stretto del termine. Quando lavoro da solo o collaboro e mi si mette nelle giuste condizioni, con il clima adatto e con i giusti tempi sono in grandi di risolvere tanti problemi anche con conoscenze e competenze trasversali. Non so risolvere una cosa? non mi assillare, dammi il giusto spazio e in un modo o nell’altro la risolvo.

In situazioni ordinarie però gestire un problema fa emergere tantissimi altri problemi che a loro volta devono essere gestiti in qualche modo e misura. Ma se non mi si mette nelle giuste condizioni affinché io possa risolvere in maniera (per me) ottimale un problema, allora non mi ci metto a risolverlo nemmeno.

Se la situazione di gestire un problema non è consona con le mie attitudini andrei a commettere (sicuramente, mi conosco) diversi errori e finirei come il buon vecchio Einstein (e non mi va proprio):

Personalmente se qualcuno vuole che io debba risolvere un problema mi si deve mettere nelle giuste condizioni per poterlo gestire, altrimenti diventerei anche io un problema che un altro problem solver dovrebbe risolvere.

Multitasking

Il concetto del multitasking è un concetto davvero interessante quando stiamo parlando di un PC. La gestione di operazioni diverse viene infatti attribuita alla RAM di un computer, più ne ha e più il PC riesce a svolgere fluentemente più operazioni diverse, semplificando.

Come sottolinea anche la Dottoressa Paola Parisi, il multitasking induce la mente delle persone che ne abusano all’ansia, alla depressione e, secondo studi della Stanford University e un altro condotto dalla University of London, a una (paradossale) inefficienza. In parole povere: Più fai cose, meno le fai bene.

Per quanto mi riguarda quando mi si affibbiano più cose contemporaneamente che io devo risolvere da problem solver quale non sono (nel modo più comunemente inteso), percepisco sensazioni di ansia ed angoscia, quindi mi ci rivedo totalmente nelle parole della dott.ssa Parisi.

Non sono multitasking come la società mi vuole? me ne farò una ragione mentre il mio tempo si consuma inesorabilmente nella mia amata mediocrità.

E quindi?

E quindi se non si è capaci di risolvere problemi con mille altri problemi e seccature che ti ronzano attorno e se non sei multitasking, sei solo un ingranaggio che non funziona in certi contesti. E quindi me ne farò ancora una volta una ragione se ai più queste sembrerebbero caratteristiche da mediocre. Forse la mediocrità mi appartiene?

Non voglio sicuramente paragonarmi a personaggi di importante spessore intellettuale, ma chi sembra essere controcorrente (forse) lo è davvero e per questo motivo spesso non riesce a identificarsi in quello in cui si identificano tante altre persone.

Personalmente la mediocrità la intendo come guardare il mondo in bianco e nero e non capire che esistono mille sfaccettature, persone, approcci, idee diverse.

Sembrerebbe un post di sfogo sociale ma è in realtà solo una piccola sintesi di quello che penso: ognuno di noi può essere il migliore in certi contesti ma tutti noi abbiamo anche un carattere ed un modo di approcciarci alle cose, che inesorabilmente modifica come gli altri vedono quello che ognuno di noi fa, che qualcuno vorrebbe far coincidere con quello che ognuno di noi è.

Vorrei cambiare il titolo di questo articolo da Elogio alla Mediocrità ad Elogio dalla riflessione. Riflettiamo più spesso nella nostra società che purtroppo ci insegna a vedere le cose solo in bianco e nero. Avete letto “The Giver?” se non l’avete fatto è ora di iniziare a leggerlo.