Anormalità pandemica: come il coprifuoco cambia tutto e tutti

Il coprifuoco del 2021

Da ormai troppo tempo l’Italia vive un coprifuoco che inizia a stare stretto un po’ a tutti. L’idea di base è quella di contenere gli assembramenti tra le persone, bloccare la movida e limitare gli spostamenti non necessari (non necessario per chi?) delle persone.

Il coprifuoco italiano è un concetto mentalmente limitante, che ha cambiato le abitudini e la serenità di milioni di persone. L’idea di non poter liberamente muoversi dopo le 22.00 ha generato una profonda sensazione di soffocamento trasversale, e genererà situazioni disturbanti nella psicologia delle persone che bisognerà prima o poi pagare a caro prezzo.

Ovviamente questa misura per contrastare (lo ha fatto davvero?) la pandemia è stata messa in atto per combattere una situazione straordinaria attraverso metodi straordinari. Questo però potrebbe significare che in futuro si potranno attuare nuovamente misure simili, per situazioni svariate (anche molto meno gravi). Ma la domanda che mi pongo è se questa è davvero democrazia.

E’ democrazia costringere le persone a stare dentro casa e a potersi muovere in considerazione dei colori regionali? se la mia regione è gialla posso muovermi, se è rossa devo stare a casa. E’ democrazia poter fare qualcosa in correlazione a eventi e situazioni che non dipendono da me?

Democrazia portami via

Non voglio mettere in dubbio il fatto che questa misura sia giusta o meno (probabilmente lo è stata anche se da mesi di coprifuoco i contagi e la curva epidemica non sono scesi come avrebbero dovuto), ma sto semplicemente riflettendo se la nostra libertà di cittadini che vivono in uno stato democratico possa essere barattata per la sicurezza sanitaria. La libertà quindi è meno importante della sicurezza: questa conclusione mi ricorda però qualcosa (stai pensando anche tu alla Cina?).

Si sono poste delle regole in maniera autoritaria per 60 milioni di persone che vivono vite e situazioni totalmente diverse. Reputo che sia molto diverso rinchiudere forzatamente in casa una persona che sta bene rispetto ad una persona mentalmente instabile che magari beneficia di una passeggiata dopo cena.

Così come reputo sbagliato costringere alla chiusura bar e ristoranti che vengono visti come ricettacolo di contaminazione virale, mentre tabacchini e supermercati possono rimanere aperti come se nulla fosse cambiato. E i mezzi pubblici come bus, treni e metro?

Il coprifuoco alle 23

Da qualche giorno si sta discutendo di spostare l’asticella del coprifuoco dalle 22.00 alle 23.00 o addirittura alle 24.00. Molti partiti di voltagabbana (chi ha detto Lega?) si stanno facendo fautori di un cambiamento in tal senso, ma non dobbiamo assolutamente dimenticare che non dovremmo gioire di un pezzettino in più di libertà concessa, quando fino a davvero poco tempo fa avevamo il diritto di poter vivere e muoverci come meglio volevamo. Non c’erano limiti e dobbiamo tornare ad ambire a questo: ad una libertà che uno stato di cose, di situazioni, di persone non possono strapparci via.

In baffo al coprifuoco delle 22.00 a Milano si vedono scene di questo tipo:

Non so se essere rattristato a causa di questa leggerezza che potrebbe portarci a un dietrofront oppure, forte del mio spirito simil-anarchico, a gioire di una ritrovata (ma fittizia) libertà.

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