Uscire dalla comfort zone è la cosa più sbagliata che si possa fare

Non provare a uscire dalla tua comfort zone

Quante volte abbiamo sentito dire che per crescere e per diventare adulti è necessario uscire dalla propria comfort zone? questo non è il classico post che incita a farlo, tutt’altro. E’ uno dei pochi, pochissimi articoli online dove leggerete che per crescere e per diventare adulti è necessario NON uscire dalla propria comfort zone.

Ebbene si, perchè se in italiano traduciamo questa frase letteralmente in Zona di conforto, possiamo dedurre facilmente che questo territorio immaginario separa una zona confortevole in cui ci troviamo ben volentieri, da una zona non confortevole, in cui se per caso dovessimo capitarci percepiremmo subito una sensazione di fastidio, di ansia, di stress.

Un nuovo modo di vedere le cose

Chiarito banalmente questo concetto se pensiamo ad una persona che è uscita, a suo dire, dalla propria comfort zone per superare un proprio record atletico, per cambiare città (abbandonando amici e parenti), per fare il giro attorno al mondo, e così via, se analizzassimo questi esempi potremmo in realtà vedere le cose da un altro punto di vista.

Lo scalatore alpino

Pensiamo per esempio ad uno scalatore alpino che ha raggiunto vette sempre più alte. In realtà questo processo di superamento dei propri limiti è un processo graduale, step-by-step. Non sarebbe sensato pensare che da un giorno all’altro questo alpinista abbia scalato km in altezza, ma l’abbia fatto gradualmente, ogni volta spingendosi sempre di più, sempre più in alto.

Se riflettessimo attentamente e ci focalizzassimo sul tema principale di questo articolo, capiremmo che il suddetto alpinista abbia progressivamente allargato la propria zona di comfort un po’ alla volta, spingendosi sempre un po’ più in alto e sempre un po’ più verso la cima della montagna.

Il viaggiatore solitario

Come altro esempio si potrebbe pensare ad un viaggiatore che viaggi da solo per mesi, o anni, attorno al mondo. Quante volte abbiamo sentito casi limite del genere? personalmente quando leggo esperienze simili rimango davvero colpito, perchè amo viaggiare ma non penso sarei pronto a farlo per così tanto tempo.

Se anche in questo caso vedessimo la questione rivoltando il punto di vista come abbiamo precedentemente fatto, potremmo capire che il viaggiatore solitario non abbia fatto un viaggio quasi di sola andata all’improvviso, ma lo abbia fatto anche in questo caso gradualmente.

Magari prima una gita in Italia, poi un viaggio all’esterno e poi ancora sempre più lontano e magari sempre più da solo. In questo caso il viaggiatore ha alzato l’asticella pian piano verso esperienze che ad altri occhi suonerebbero impraticabili. Anche in questo non si è usciti dalla propria comfort zone, ma la si è allargata passo dopo passo, rimanendoci sempre ed irrimediabilmente dentro.

Una visione forse sbagliata

Quando leggo online articoli che spronano ad uscire ed abbandonare la propria comfort zone mi vengono i brividi, perchè tutti vedono questa questione da un punto di vista per me assolutamente sbagliato. Si elogiano i salti nel vuoto e gli slanci verso profonde insicurezze. Sono pochi coloro che vedono questa cosa come un’opportunità di crescita e di continuare a vivere una situazione confortevole ed adatta per apprendere, fare esperienze e crescere.

Piantereste mai un seme in un terreno arido con la speranza che possa crescere in maniera vigorosa? io penso di no e penso anche che se si vuol far sbocciare una propensione si debbano porre le basi giuste, così come la giusta terra per il giusto seme, e nutrire quelle che sono le predisposizioni personali, che sono appunto personali e che non sono uguali per tutti.

Concludendo il tutto vi potrei suggerire che quando il vostro capo vi chiede di fare qualcosa un po’ spinosa e vi sproni dicendovi di farlo principalmente per uscire dalla vostra comfort zone, rispondetegli che sarebbe meglio se lo facesse lui, così anche lui possa provare l’ebbrezza di uscire dalla sua comfort zone e questo suggerimento forse (ma non ne sono sicuro) sarà visto come un’esperienza di crescita.

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