L’informazione è il vero potere mondiale

L’informazione sotto i riflettori

Mai come adesso l’informazione è costantemente sotto i riflettori e probabilmente a fine di questo articolo potreste convenire con me nel pensare che è l’informazione il vero potere mondiale che guida stati e governi a intraprendere azioni e decisioni. Ma bisogna partire dall’inizio, o meglio dall’inizio della fine.

L’inizio della fine

Tutto è iniziato nel 2020, con il Covid 19. All’inizio, quando è scoppiata la pandemia (ed ancora non sapevamo che sarebbe diventata la nostra quotidianità), i giornali iniziavano a parlare di una strana polmonite avvenuta nel mercato di Wuhan, in Cina. Iniziava così la caccia alle notizie più catastrofiche e, un clickbait dopo l’altro, tutto il mondo aveva gli occhi puntati sul nuovo coronavirus cinese.

Ricordo che le prime notizie partorite dai giornali di tutto il mondo additavano i cinesi come i nuovi untori 2.0. All’inizio solo qualche notizia di qualche giornale e dopo poco tutto il mondo vedeva la Cina come la nuova Messina del 1743, la città di origine da cui dilagò la peste in Europa e che uccise il 71,6 % della popolazione peloritana.

Ovunque i cinesi venivano ghettizzati, i turisti insultati ed i negozi asiatici chiusi. Ma non ci volle molto che i casi crebbero, ma non tanto in Cina, quanto in Italia. E dopo un naturale passaggio di staffetta i nuovi untori eravamo noi Italiani. E anche in questo caso questo passaggio di staffetta venne facilitato dai giornali: più i giornali europei ci dipingevano come infetti, più gli stati confinanti iniziavano a isolarsi, e chiudere le frontiere agli italiani. Nel giro di poco noi non potevamo più circolare fuori dai confini nazionali perchè i riflettori giornalistici erano ormai puntati su di noi e non più sui cinesi. Per i giornali il nuovo covo del coronavirus era quindi l’Italia e non più la Cina e quindi i nuovi infettati erano gli italiani e non più i cinesi.

Coronapizza e l'insulto della TV Francese all'Italia
Figura 1 – Coronapizza e l’insulto della TV Francese all’Italia

Dopo un primo momento in cui sembrava che solo in Italia esistesse il virus, velocemente questo enorme problema sconfinò ed investì prima tutta l’Europa e successivamente arrivò oltreoceano.

Andrà tutto bene

In questa prima fase iniziavano a uscire i cartelloni “Andrà tutto bene” e queste immagini, questa ondata di speranza ha dilagato in tutto il paese ed ovunque comparvero cartelloni con scritte del genere. I giornali avevano dato speranza e l’Italia stessa iniziò ad avere quella speranza che sarebbe servita a superare i primi mesi di questa immane tragedia. Purtroppo non andò tutto bene, ma questo non lo sapevamo ancora.

#andràtuttobene è stato l'hashtag più gettonato per la lotta alla pandemia nel 2020
Figura 2 – #andràtuttobene è stato l’hashtag più gettonato per la lotta alla pandemia nel 2020

Arriva l’estate e si rafforza anche l’onda negazionista del “non ce n’è coviddì“, tormentone alimentato dai giornali italiani che soffiava sulla falsa consapevolezza che era tutto finito. Forse se il giornalismo non avesse dato voce alle varie Angele da Mondello non saremmo arrivati a questa situazione, o forse si. In ogni caso alla fine dell’estate corrispose l’inizio della galoppata pandemica, con numeri molto più significativi e molto più preoccupanti della prima ondata.

2021

Inizia il 2021 in un’Italia arcobaleno tra zone gialle, arancioni e rosse in cui settimana dopo settimana tutti incollati davanti agli articoli di informazione per capire quale regione andava in zona rossa e quale arrivava in zona gialla.

Assieme a questo cambio costante di colori arrivano finalmente anche i vaccini, tra cui il vaccino di Astrazeneca. Cosa succede? emergono dei casi di trombosi in pazienti che si sono fatti il vaccino Astrazeneca e ci scappa anche il morto. Un paio di decessi in seguito a milioni di vaccinazioni. Succede anche lo stesso con gli altri vaccini ma la stampa non si interessa e punta il dito contro Astrazeneca.

Meme sui vaccini Pfizer, Moderna ed AstraZeneca
Figura 3 – Meme sui vaccini Pfizer, Moderna ed AstraZeneca

In questo clima di incertezza e di scombussolamento continuo se un giornale famoso scrive che il vaccino X fa male, allora a ruota tutti gli altri giornali scrivono che il vaccino X fa male. E in men che non si dica tutti i giornali scrivono la stessa, identica cosa e tutti i social sono invasi dalla stessa ed identica notizia.

Clickbaiting e la coda del Pavone

Ma perchè succede questo? semplicemente perchè il giornalismo di oggi è un giornalismo incentrato esclusivamente sul denaro e se tu pubblichi per primo una notizia bomba allora avrai un numero consistente di click e un incremento contestuale di traffico online. Ma in questa corsa alla notizia non c’è spazio per la revisione delle fonti, quindi se un giornale pubblica una notizia succede che il giornalista della testata concorrente preferisce prima pubblicare la stessa notizia e poi (forse) revisionare le fonti e verificare l’autenticità di queste.

Ma il tempo non c’è per farlo perchè subito è pronta un’altra notizia bomba che per emergere rispetto ad altre notizie bombe di altre testate viene gonfiata nei titoli e si induce il lettore ad entrare nell’articolo e leggerlo. Questo fenomeno prende il nome di clickbaiting ed è quello che, per un serie infinita di leggi di Murphy che per forza di cose si sono avverate, ciò di quello che poteva succedere e che è successo, vi ha portato a leggere questo articolo ed arrivare fin qui.

Per spiegarvi facilmente cos’è il clickbaiting pensate ai pavoni: quando i pavoni devono attirare le attenzioni del gentil sesso animale mettono in pratica un rituale in cui la coda si espande e si mostra in tutta la sua magnificenza, facendo sembrare un pennuto uno degli animali più sexy ed attraenti del mondo a sangue freddo. Ma in realtà quella è solo una coda con una manciata di piume e quello è solo un pollo dalle fattezze più colorate.

Il clickbaiting è quindi, come il pavone che corteggia le pavonesse, la pratica perfetta per corteggiare il lettore ed indurlo a cliccare un articolo online.

Meglio un Pfizer domani che un’Astrazeneca oggi

Ritornando al discorso di Astrazeneca, da quando i giornali hanno scritto delle morti dopo la somministrazione di AZD1222, l’Italia ha momentaneamente bloccato le vaccinazioni. A ruota anche molti altri paesi Europei hanno fatto lo stesso e il risultato è stato un momentaneo blocco delle somministrazioni vaccinali e, conseguentemente, un rallentamento della lotta alla pandemia.

Meme sul vaccino AstraZeneca
Figura 4 – Meme sul vaccino AstraZeneca

Nel frattempo l’EMA dichiarava che avrebbe valutato l’efficacia del vaccino e dopo poco dichiarava nuovamente che era sicuro. Ma nel frattempo tutta l’Europa aveva i magazzini pieni dei vaccini Astrazeneca, soltanto perchè qualche giornale aveva scritto che era correlato ad alcune morti, senza alcuna certezza scientifica. Semplicemente perchè la notizia avrebbe fatto scattare una bomba e che avrebbe fatto impazzare l’informazione, e così è stato.

L’informazione è sacra

Tutto questo ambaradan di eventi, dall’inizio dei primi focolai in Cina fino ad arrivare alla situazione attuale, in cui si disquisisce se i vaccini sono sicuri per la salute, se combattono le varianti e se usciremo mai da questo inferno fa emergere chiaramente una cosa:

l’informazione, guidata dalle più importanti testate giornalistiche, in qualche modo guida la politica e la politica di uno stato influisce sulle dinamiche degli altri stati, come per effetto domino, in cui all’inizio di questo grande caos c’è probabilmente un giornalista assonnato che bevendo una tazza di caffè scrive sulla pericolosità vaccinale (senza forse aver mai superato l’esame di biologia) e dall’altro lato ci siete voi, con un dottorato di ricerca e per questo futuri esponenti della classe dirigente di un domani che non arriverà mai, in fila per ricevere il tanto agognato vaccino che in realtà è stato distrutto da un no-vax, convinto delle sue azioni perchè su Facebook ha letto che i vaccini sono fatti con feti umani e che le aziende farmaceutiche hanno inventato il Covid 19 per poter vendere il vaccino ed arricchirsi alle spalle della popolazione.

E intanto per questo gesto tanti uomini e tante donne si infettano e muoiono, anche se come dicevano molti giornali all’inizio, questa è soltanto una brutta influenza, ma niente di più.

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