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L’ABC dell’ottimizzazione SEO per il posizionamento sui motori di ricerca

Difcentorrino

Nov 20, 2020

Ottimizzazione SEO per il posizionamento di blog

In questo articolo voglio parlarvi dell’ABC dell’ottimizzazione SEO per il posizionamento di blog e siti web sui motori di ricerca. Di seguito troverete quindi una guida con le regole base per migliorare il posizionamentodi un sito web sui motori di ricerca e in particolare il posizionamento su Google, il motore di ricerca più utilizzato al mondo.

Ottimizzazione SEO: significato

Ma partiamo dai concetti fondamentali: cos’è l’ottimizzazione SEO e a cosa serve?

L’ottimizzazione SEO di un sito web è un insieme di tecniche e attività che permettono di migliorare il posizionamento di un sito o di un blog sui motori di ricerca. L’acronimo SEO significa infatti Search Engine Optimization ovvero “ottimizzazione per i motori di ricerca”.

SEO e SERP

Insieme alla definizione della parola SEO è importante conoscere anche il significato del termine SERP. L’acronimo inglese SERP sta per Search Engine Results Page che in italiano significa “pagina dei risultati del motore di ricerca”.

Quando un utente fa una ricerca su internet utilizzando un motore di ricerca come Google, Yahoo, Bing etc., visualizza un elenco ordinato di risultati suddivisi in più pagine. Le SERP sono proprio le pagine di risultati che compaiono sul motore di ricerca quando un utente ricerca una parola chiave (keyword) specifica, es. “hotel Roma”.

Questo avviene perché il motore di ricerca scansiona e salva in un database, detto “indice”, tutte le pagine correlate all’argomento ricercato dall’utente. Se un sito è indicizzato su Google significa che è presente nel suo enorme database ed è rintracciabile dagli utenti che usano determinate parole chiave.

La SERP di un sito indicizzato su Google, ovvero la pagina su cui quel sito apparirà quando l’utente farà una ricerca con specifiche parole chiave, è legata alla qualità dell’ottimizzazione SEO.

Per valutare un sito e assegnargli un determinato posizionamento tra i suoi risultati, Google valuta la qualità dell’esperienza degli utenti che lo utilizzano. Pertanto ciò che invoglia una persona a visitare ed esplorare il nostro sito viene valutato positivamente da Google. Questo permette al sito stesso di raggiungere un miglior posizionamento e quindi una maggiore visibilità.

Al contrario, tutto ciò che rende difficoltosa o sgradevole la ricerca e la navigazione di un sito ne penalizza il posizionamento e quindi la visibilità sui motori di ricerca.

SEO Specialist: chi è e cosa fa

Il SEO Specialist o Search Engine Optimizer è un professionista che opera nel settore del web marketing e del digital marketing. Il SEO Specialist conosce e utilizza le tecniche e gli strumenti SEO per ottimizzare la qualità di un sito web e permettergli di posizionarsi nelle prime pagine dei motori di ricerca.

Di fronte all’enorme mole di dati disponibili su internet, sapere come posizionarsi nelle prime pagine dei motori di ricerca è infatti essenziale per la visibilità dei nostri contenuti online.

Le regole fondamentali del posizionamento sui motori di ricerca

Per aiutare un sito a scalare la SERP e quindi migliorare il suo posizionamento, è necessario seguire alcune regole che vi riassumo di seguito:

1. Creare contenuti di valore

«Content is the King», ovvero «Il contenuto è il Re»: questa è una frase che sentirete ripetere spesso da chi si occupa di web marketing. Curare la qualità dei contenuti di una pagina web è la più importante delle regole SEO: per questo ho inserito questo punto all’inizio dell’elenco. Google infatti aggiorna in modo regolare i suoi algoritmi di ricerca per poter valutare sempre meglio la qualità dei contenuti pubblicati.

Per attirare traffico sul nostro sito è quindi importante creare contenuti originali e di qualità in grado di rispondere a domande o necessità degli utenti. Per identificare i dubbi e le domande più frequenti degli utenti su un determinato argomento, il SEO Specialist utilizza precisi strumenti. Tali strumenti gli permettono di identificare le parole chiave più usate per cercare informazioni su un determinato argomento e la loro stagionalità.

2. Scegliere le parole chiave giuste

Proprio la scelta e il corretto utilizzo delle parole chiave associate alle ricerche degli utenti è uno degli elementi centrali per la visibilità di un sito. La ricerca e l’analisi delle parole chiave deve partire dalle parole chiave più generiche per arrivare a quelle più specifiche (le cosiddette parole chiave “a coda lunga”) che si convertono più facilmente in visite al sito.

Una parola chiave generica può essere per esempio “hotel Roma”, laddove invece una parola chiave più specifica può essere “hotel economico Roma”.

Ogni articolo o pagina dovrebbe avere la sua parola chiave principale. Questa parola chiave dovrebbe comparire anche nel titolo principale così come nel Tag Title e nel Metatag Description (per la definizione di Tag Title e Metatag Description vedere il punto 5 di questa guida).

In particolare è importante costruire il titolo principale puntando al doppio obiettivo di persuadere il lettore a leggere l’articolo fin dai risultati sulla SERP e presentargli il contenuto generale della pagina.

3. Chiarezza e leggibilità del testo

Il terzo punto dell’ABC dell’ottimizzazione SEO riguarda la leggibilità dei contenuti testuali. Chiarezza e leggibilità del testo sono infatti fondamentali per favorire la permanenza degli utenti sul nostro sito. Questi aspetti sono quindi molto importanti anche per la lettura e la valutazione del nostro sito da parte dei motori di ricerca.

Secondo Jakob Nielsen, sul web l’utente non legge in modo tradizionale e lineare, ma tende a “scansionare” con lo sguardo i contenuti per capire in pochi secondi se rispondono alle sue esigenze e sono di suo interesse.

Anche per l’ottimizzazione di questo aspetto, il SEO Specialist dispone di strumenti dedicati che gli consentono di valutare e ottimizzare la leggibilità e fruibilità di un testo. Tuttavia, anche un principiante può migliorare la leggibilità dei contenuti del proprio sito o blog seguendo alcuni semplici accorgimenti:

  • dividere il testo in paragrafi.
  • limitare l’uso di frasi di lunghezza superiore alle 25 parole e creare paragrafi brevi.
  • privilegiare l’uso di elenchi puntati quando è presente una lista di più elementi.
  • usare il grassetto per evidenziare le parole e i concetti più importanti.
  • definire una chiara gerarchia di titoli e sottotitoli all’interno della pagina.

4. Ottimizzare l’anteprima della pagina web

Per affrontare questo punto più tecnico, è necessario chiarire alcuni termini e il loro significato. Devo infatti spiegarvi cos’è uno snippet e com’è strutturato. Tag title, Tag description e URL sono infatti gli elementi essenziali di uno snippet.

Lo snippet (letteralmente in inglese “frammento, ritaglio”) è l’anteprima della pagina di un sito web che compare nei risultati dei motori di ricerca. La qualità e l’efficacia di questa anteprima è fondamentale per attirare traffico e visite al nostro sito o blog.

Questo “ritaglio” racchiude infatti le informazioni essenziali per permettere all’utente di decidere se vuole visitare o meno quella pagina. La sua ottimizzazione riguarda quindi anche l’attività di SEM (Search Engine Marketing: marketing sui motori di ricerca) e non solo il SEO.

Nella pagina dei risultati del motore di ricerca (SERP) si trovano in media una decina di snippet organizzati in un elenco verticale in base alla pertinenza dei siti con i termini di ricerca usati dall’utente. Il primo risultato sui motori di ricerca è quindi quello più pertinente, mentre quelli successivi sono via via meno rilevanti.

Vediamo nel dettaglio gli elementi principali di uno snippet e come ottimizzarli per attirare traffico sul nostro sito.

Tag title, tag description e URL: cosa sono?

Come anticipato, gli elementi essenziali di uno snippet sono Tag title, URL e Tag description.

  • Meta Tag title: titolo della pagina.
  • URL: indirizzo della pagina con relativo dominio.
  • Meta Tag description: breve descrizione dei contenuti della pagina.

A questi elementi, sempre presenti in qualsiasi snippet, possono aggiungersene altri a seconda del tipo di ricerca e delle caratteristiche della pagina.

È fondamentale inserire un Tag title e una Tag description diversa per ogni pagina del nostro sito. Tuttavia è importante essere consapevoli che Google potrebbe comunque modificare o sostituire il nostro snippet se ritiene che un testo alternativo possa essere più attinente alla ricerca fatta dall’utente.

Ma guardiamo ora più da vicino le caratteristiche e la lunghezza ideale dei tre elementi principali dello snippet:

Tag title: la lunghezza ideale di un testo Tag title è di circa 60/65 caratteri spazi inclusi. Un Tag title troppo lungo rischia di essere troncato da Google. Se invece il Tag title è troppo breve rischia di non riuscire a comunicare l’utilità della pagina.

URL: l’URL è l’indirizzo della pagina web su cui arriva l’utente che ha fatto la ricerca e ha deciso di cliccare su uno snippet. L’URL deve essere sintetico e facile da ricordare, condensando in poche parole il contenuto della pagina.

Tag description: la meta tag description è il breve testo descrittivo presente nello snippet sotto al Tag title. Questo elemento deve essere lungo circa 150 caratteri spazi inclusi. Anche in questo caso Google tronca i testi troppo lunghi. È importante inserire la parola chiave principale della pagina (vedi punto 2 della guida) anche nella Tag description insieme a parole chiave correlate o sinonimi. La metatag description influisce infatti sulla percentuale di clic (in inglese CTR: Click Through Rate).

5. Ottimizzare immagini e contenuti multimediali

Anche la scelta e l’ottimizzazione delle immagini e degli altri contenuti multimediali è fondamentale per il buon posizionamento di una pagina web. Le immagini devono essere di buona qualità, appropriate e coerenti con i contenuti testuali, e soprattutto in grado di attirare l’attenzione dell’utente.

Ma ancora più importante: le immagini devono essere di peso e dimensioni adeguate al web. Peso e dimensioni delle immagini incidono infatti in modo significativo sui tempi di caricamento delle pagine e quindi sulla velocità del sito. Poiché la velocità di caricamento dei contenuti è uno degli elementi usati da Google per definire il posizionamento, è importante ottimizzare le immagini e gli altri contenuti multimediali.

È inoltre importante ottimizzare il Tag Alt e il titolo associato alle immagini usate. Ma cos’è il Tag Alt? Il Tag Alt, detto anche “testo alternativo”, è una breve frase o un insieme di parole che vengono aggiunte nel codice della pagina del sito per dare un significato a un’immagine o a un elemento grafico.

Per intenderci, il Tag Alt è il testo che compare quando non riusciamo a caricare l’immagine presente su un sito per i più svariati motivi quali la lentezza della connessione ad esempio, e ci aiuta a capire cosa si trova in quel punto della pagina. Questo Tag viene usato anche da Google per identificare e posizionare il contenuto delle immagini. Anche le immagini possono infatti essere indicizzate sui motori.

6. Creare un sito user friendly

Cosa si intende per sito user-friendly e come si realizza un sito di questo tipo?

Si definisce user-friendly un sito o blog in cui l’utente è in grado di spostarsi e navigare tra le diverse pagine e sezioni in modo semplice e intuitivo. In un sito user-friendly l’esperienza di navigazione dell’utente è positiva e lo spinge a rimanere sul sito e continuare a esplorare nuovi contenuti al suo interno.

Ogni volta che un utente visita un sito web intraprende infatti un piccolo viaggio in un territorio che non conosce. Ha quindi bisogno di ricevere indicazioni chiare per capire dove si trova esattamente, come trovare le informazioni di cui ha bisogno e come tornare indietro all’occorrenza.

L’esperienza di “viaggio” dell’utente influisce sul suo livello di soddisfazione e lo spinge a restare e a tornare più volte sul nostro sito oppure a lasciarlo e non farvi più ritorno. Proprio come durante un viaggio, torniamo più volentieri nei luoghi che ci hanno permesso di fare un’esperienza piacevole e ci hanno trasmesso qualcosa di utile o significativo.

Per creare un sito user-friendly è quindi necessario mettersi nei panni degli utenti che lo utilizzeranno e capire come possiamo migliorare il loro “soggiorno” sul nostro sito seguendo alcune indicazioni che vi indico di seguito:

Velocità di caricamento delle pagine

Quanti di noi sono spesso di corsa per destreggiarsi tra i tanti impegni quotidiani? Se ci fermiamo a riflettere su questo aspetto, possiamo capire quanto sia importante sottrarre meno tempo possibile agli utenti che visitano il nostro sito e fornire loro quello che cercano in tempi brevi.

Dobbiamo soprattutto evitare che gli utenti perdano tempo per situazioni che non danno alcun valore aggiunto alla loro visita, come il tempo di caricamento di una pagina o il download di un contenuto. Questo si rivela particolarmente importante per la Home Page e per le pagine che contengono immagini e contenuti multimediali.

Lo stesso Google che, come anticipato, si immedesima nel comportamento degli utenti per valutare la qualità di un sito, penalizza i siti troppo lenti.

Interfaccia e menù di navigazione chiari e intuitivi

È poi utile creare una gerarchia visiva dei contenuti sfruttando i colori, i titoli e la disposizione degli elementi della pagina. Menù chiari e ben organizzati consentono all’utente di capire in qualsiasi momento dove si trova, dove andare per trovare determinate informazioni e come arrivarci. Per questo potremmo paragonare il menù di un sito all’indice di un libro: il menù deve permetterci di identificare i contenuti che vogliamo consultare senza dover “sfogliare” tutto il sito.

Colori, font e layout facili da leggere

Dobbiamo orientarci su colori, font e layout che favoriscano la leggibilità dei contenuti e non affatichino la vista. In particolare è importante prestare attenzione alla dimensione dei font, alla spaziatura tra caratteri, righe e paragrafi e allo sfondo su cui vengono inseriti i testi.

Collegamenti interni tra le pagine

I link interni al sito agevolano l’esperienza di navigazione dell’utente. Inserire link di collegamento tra argomenti presenti in diverse pagine del sito in base al principio di “correlazione logica” migliora l’esperienza dell’utente e la valutazione dei motori di ricerca.

7. Ottimizzare il sito per mobile

Perché è così importante che il nostro sito sia anche mobile-friendly e cosa significa questa espressione?

Un sito mobile friendly è un sito accessibile e leggibile da qualsiasi schermo e dispositivo, in particolare dai dispositivi mobile. L’accessibilità e usabilità da mobile è infatti uno degli aspetti fondamentali per l’ottimizzazione SEO di un sito.

Secondo il Global Digital Report 2020 (https://datareportal.com/reports/digital-2020-global-digital-overview), circa il 92% degli utilizzatori di internet nel mondo si connette alla rete da dispositivi mobile.

Inoltre nel 2016, Google ha rilasciato il cosiddetto “Mobile First Indexing”. In breve, dal 2016 l’indice con cui Google costruisce il posizionamento sulle sue pagine si basa sulla qualità della versione mobile dei siti web e non più sulla versione desktop. Di conseguenza, se un sito è ottimizzato per la navigazione su desktop, ma non per quella su mobile, potrebbe non essere indicizzato su Google.

Per questi motivi, avere un sito ottimizzato per mobile è essenziale per intercettare traffico sul web e mantenere una buona visibilità sui motori di ricerca.

8. Fare link building

L’ottava regola di questa guida sull’ABC dell’ottimizzazione SEO riguarda l’attività di link building. La presenza di link al nostro sito web su uno o più siti ben posizionati sui motori e con un alto numero di visite, ci permette di migliorarne il posizionamento. Tuttavia, per essere efficace, l’attività di link building deve essere spontanea e senza forzature. Diversamente rischiamo di ottenere l’effetto contrario e penalizzare il nostro sito web.

9. Comunicare la mappa del nostro sito a Google

Il nono posto nell’elenco dell’ABC dell’ottimizzazione SEO è dedicato alla cosiddetta sitemap (letteralmente: “mappa del sito”). Con il supporto di strumenti gratuiti come Google Search Console è infatti possibile comunicare a Google la mappa di tutte le pagine presenti sul nostro sito. In questo modo potremo assicurarci che tutte le pagine vengano indicizzate in modo corretto e identificare in modo rapido eventuali problemi.

10. Monitorare gli aggiornamenti di Google

Periodicamente Google apporta modifiche all’algoritmo con cui definisce il posizionamento dei siti sulle sue pagine (SERP). Rimanere sempre aggiornati su tali modifiche ci permette di adeguare il nostro sito per garantirgli un buon posizionamento nel tempo.

Conclusioni

In questa guida, che non pretende di essere esaustiva, ho presentato l’ABC dell’ottimizzazione SEO per aiutare un sito o blog a posizionarsi bene sui motori di ricerca.

Alcuni di voi si saranno sentiti spaesati di fronte ad alcune definizioni particolarmente tecniche e avranno forse pensato di abbandonare la lettura dell’articolo. Invece altri avranno magari deciso di approfondire i concetti meno chiari per saperne di più.

In entrambi i casi, il mio invito è a non scoraggiarvi e a fare leva sulla vostra curiosità, mantenendo uno sguardo aperto verso il futuro. Il mondo online è sempre più presente nelle nostre vite. Sapersi orientare con consapevolezza su questi temi è quindi un fattore decisivo per seguire il flusso degli eventi e muoversi con efficacia e competenza in una realtà in continua evoluzione.

Avete ulteriori suggerimenti o esperienze dirette su come ottimizzare un sito web? Condivideteli scrivendo un commento qui sotto!

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