SmartWorking: come sarà il lavoro tra 2 anni? E gli Immobili?

SmartWorking e immobili: correlazioni?

Secondo la ricerca della società di consulenza Willis Towers Watson: “Benefit trend survey, Ritorno al lavoro in presenza”, lo HybridWorking è destinato a crescere mentre, al contrario, il lavoro in presenza si avvia ad un inesorabile declino.

In particolare tra 2 anni solo 2 lavoratori su 5 (il 42%) lavoreranno in azienda, gli altri si distribuiranno tra lavoro remoto e ibrido.

L’indagine si basa su un campione di aziende italiane abbastanza esteso e che rappresentano circa 155mila lavoratori.

Sembra, quindi, essere decisamente attendibile.

Cosa accadrà, quindi, agli immobili a destinazione uffici?

Si pensi che, sino a 2 anni fa, in Italia l’82% dei dipendenti lavorava in ufficio.

Insomma, se le previsioni sono esatte, saremo di fronte a un dimezzamento, all’incirca, della forza lavoro presente in ufficio.

Quali le conseguenze per gli immobili a destinazione terziaria a causa dello smartworking?

Credo che saranno di 2 tipi:

  1. Innanzitutto gli spazi destinati al lavoro andranno ripensati nella loro distribuzione interna e adattati anche alla diversa funzione che gli uffici dovranno assolvere: luoghi non tanto o non solo di operatività, ma soprattutto di relazione e di identità aziendale.
  2. In secondo luogo molti immobili, in conseguenza dell’esubero di superfici, andranno ripensati, in tutto o in parte, nella loro destinazione d’uso.

E allora i proprietari farebbero bene ad organizzarsi per tempo, per evitare di trovarsi con degli immobili non più in sintonia con le esigenze della nuova domanda.

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